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La Cura è di Casa: la solidarietà trasloca al telefono

La cura è di casa è un progetto sostenuto dal bando Welfare in Azione di Fondazione Cariplo sviluppato nel territorio del Verbano Cusio Ossola e in alcuni comuni del novarese, con l’obiettivo di favorire la permanenza delle persone anziane presso il proprio domicilio. La cura è di casa intercetta gli over 65 che non sono a carico dei servizi sociali, ma che a causa di un evento anche minimo (come una semplice caduta dalle scale) potrebbero precipitare in una situazione di fragilità che avrebbe come conseguenza la casa di riposo o pesanti carichi di cura per la famiglia. Gli operatori (assistenti sociali, operatori sociosanitari, psicologi) si alternano ai volontari per fare la spesa, aiutarli a fare il bagno, gestire i momenti più complicati della quotidianità, ma anche per fare due chiacchiere che spesso è quello che manca a chi vive solo. Nell’emergenza gli interventi di compagnia a domicilio sono purtroppo sospesi per evitare il contagio. E il sollievo di una chiacchiera in salotto anche. Ma i volontari della rete sono attivi al telefono, che diventa l’unico, ma prezioso, tramite per portare un saluto, fare due chiacchiere e accertarsi che tutto vada bene. Le telefonate illuminano la solitudine di questi giorni, e raccolgono apprensione, solidarietà, speranze e saggezza

I volontari raccontano che alcuni anziani commentano il Coronavirus dicendo che ne hanno viste di peggio, del resto hanno attraversato guerre più distruttive di questa. C’è chi si sente molto solo, perché le visite di familiari sono ridotte e chi invece si preoccupa perché non può andare a fare la spesa. Ma a saperla usare la tecnologia accorcia le distanze e la signora Carmen adesso parla attraverso Skype con la volontaria Monica. La signora Concetta e il signor Eugenio sono due anziani soli e Claudia con una telefonata si accerta che stiano bene, ha promesso a entrambi che, non appena tutto questo momento difficile finirà, li porterà fuori a pranzo. La volontaria Giulia racconta che la signora Maria non segue le notizie e non era molto informata sull’emergenza e sull’obbligo di restare a casa: nei giorni scorsi il suo pensiero era quello di andare in banca, ma ci ha pensato Giulia per lei, d’accordo con i figli lontani di Maria.

Questa emergenza ha anche fatto saltare la festa di compleanno del signor Clelio, 96 anni compiuti il 13 marzo: era tutto organizzato e invece non se ne è potuto fare niente. Ma i volontari gli mandano un messaggio: “Caro Clelio, ci tenevi così tanto alla tua festa, che certamente ne organizzeremo una super, appena tutto tornerà alla normalità e festeggerai con ancora più gioia!”.

La signora Lucia da anni è diventata la “nonna sociale” delle figlie di Gabriel, volontario che si prende cura di lei accompagnandola a fare la spesa e aiutandola con la legna per l’inverno. In questo momento di emergenza sono lontani ma sempre vicini: Gabriel le porta la spesa lasciandola sulla porta e la signora Lucia sulla soglia deposita pensieri speciali per tutta la famiglia. Pochi giorni ha impacchettato una bottiglia di vino rosso con un’etichetta scritta a mano: “antivirus”, alcuni dolcetti e un biglietto colorato con la scritta “andrà tutto bene!” per le bambine.

Prosegue anche la consegna dei pasti, nei paesini di alta montagna dove in questi giorni c’è un silenzio ancora più profondo e molto più cupo del solito. E accanto ai volontari, ci sono gli operatori de La Cura è di Casa, che con professionalità, tenacia e generosità, continuano ad essere quotidianamente accanto agli anziani, ai minori, ai disabili: tengono duro garantendo loro i servizi fondamentali.

La Cura è di Casa sostiene la comunità e gli ospedali attraverso la campagna raccolta fondi #siAMOilVCO promossa dalla Fondazione Comunitaria del VCO.

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